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Cosa dice mamma, Cosa fa il mondo

Prima di essere un uomo

Non avevi pianto mai. Prima di essere un uomo. Prima di essere solo figlio, prima di essere padre. Prima di essere senza. Amo il tuo essere uomo capace di lacrime, di fragilità trasparente.

Ti ho visto per la prima volta mentre lavoravi con tuo padre in una ditta di trasporti. I primi giorni insieme ti nascondevi dietro la colonna per parlare al telefono con me. Ti beccava sempre: La vuoi smettere di fare lo scemo? Per fortuna non hai mai smesso. Avevi provato Psicologia, otto esami sul libretto, e anche il lavoro di commerciale. Troppo piccolo per un mondo di squali. Sognavi la grafica.

Ti ho visto crescere nello studio di Angelo Erriquez. La fotografia, l’arte, la grafica, il montaggio video, la stampa. Le ore piccole e la radio in sottofondo. I pranzi, il gesso, l’autonomia.

Ti ho visto responsabile, il mio responsabile in una galleria d’arte. Io lavoravo e tu mi guardavi alle spalle. Perché usi questo comando e non quello? Tu snervante io noiosa. La tua Mariarosa. Non so come abbiamo potenziato le risorse sul lavoro e lasciato le sue incombenze lontano da casa. Forse Mariarosa ci ha salvato. Forse la consapevolezza che a casa il capo fossi io!

Ti ho visto manager. Sul primo lavoro come nel secondo, quello che per la prima volta ci ha visti in disaccordo. Ma alcune cose accadono proprio per farci vedere. Ecco, io ho visto le tue enormi competenze. Come ho visto la tua coerenza quando hai chiuso entrambe le porte, nonostante il peso di una famiglia che credevi di dover portare da solo.

Ti ho visto perso. Quando hai inseguito una strada diversa, quando hai imparato la prestampa e la delusione di una promessa mancata. L’inganno di un’occasione da sfruttare che è diventata da sfruttato. Ti ho visto in crisi ma la crisi è un passaggio.

Ti ho visto chiedere il mio parere. Che è una di quelle cose che fanno “noi”, così indipendenti e così legati. Tu non sei il tuo lavoro. Sei molte più cose di quelle che ho visto in questi piccoli pezzi di vita. Lo dico a te, lo dico a entrambi, lo dico a tutti. Tu non hai sbagliato, mancato, fallito. Tu non sei il tuo lavoro. Perdendolo, non perdi te. E se hai te, hai ancora molta molta fantasia.

 

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